Errori o… Esperienze?!

Molto spesso mi capita di condividere con persone diverse episodi di vita vissuta, di ascoltare le loro avventure e di aprire il mio cuore raccontando le mie. Mi piace molto raccontarmi e soprattutto ascoltare. A volte questi racconti hanno il potere di farmi sognare ad occhi aperti altre invece mi trasportano in dimensioni in cui riesco a percepire il loro dolore come fosse il mio. C’è un aspetto che non smette mai di generare in me grande tenerezza ed è il senso di colpa che la loro energia emana nel momento in cui si trovano a confidarmi una cazzata fatta in passato o un qualcosa andato diversamente da come si aspettavano per cause in qualche modo riconducibili a loro. Ma facciamo un passo indietro: partiamo da me.

Nella mia vita ho trascorso tanto tempo sentendomi in colpa. Mi sentivo in colpa per qualsiasi cosa: per le dinamiche familiari, per gli amori finiti, per la mia scarsa capacità di attenzione a scuola, per il lutto di un amico, per non essere magra, per non riuscire a raggiungere determinati risultati, per non essere perfetta, per una risposta non data o per una risposta data generando disapprovazione. Ciò che mi faceva sentire tremendamente in colpa era soprattutto il non essere in grado a soddisfare le aspettative che le persone avevano su di me. Le aspettative altrui sono sempre state la mia grande croce, il freno più potente nel vivere la mia vita in pieno. Il senso di colpa martellava la mia mente con continui rimproveri per aver commesso un errore. ERRORE! ERRORE! ERRORE! Nella mia testa Ludovica equivaleva a una ragazza con zero autostima e testa di cazzo che sapeva soltanto commettere errori. Sono arrivata a un certo punto ad aver paura ad agire per la paura di commettere errori e quando mi sfidavo cercando di andare oltre, l’azione, ovviamente, non risultava mai pura e trasparente ma appariva sempre poco sincera con un alone di cose non dette e mezze verità.

Con il passare del tempo ho avuto modo di guardarmi dentro, scoprirmi, conoscermi, di dialogare con me stessa, tirare fuori e buttare fuori, analizzare e lasciare andare. Durante il mio percorso spirituale ho avuto modo di riflettere a lungo sul significato profondo della parola “errore” e dell’impatto che essa ha sulla nostra vita. Quando mi sentivo in colpa per “aver commesso un errore”, cominciavo a domandarmi: “ma cosa ho fatto in realtà di così grave tanto da autoviolentare la mia anima fino a questo punto?” “Perché penso di aver commesso un errore?” “Ho commesso un errore verso chi?” “Verso chi mi sento in colpa realmente?!” Tutto ciò ha cominciato piano piano a spogliarsi di un “non so neanch’io che cosa” rimanendo alla fine nudo nella semplicità della sua esistenza. Ciò che profondamente sento  adesso è che in realtà NON ESISTONO errori. Certo, esiste l’errore di calcolo matematico e l’errore ortografico in senso stretto ma tutto il resto degli “errori” sono in realtà Esperienze. Quando pensiamo di aver commesso un errore se riflettiamo attentamente vediamo che alla fine quanto è successo è molto semplice: in quel momento noi e noi soltanto abbiamo agito in un certo modo. Stop. Nessuno ha agito al posto nostro: Noi abbiamo agito con il nostro corpo e la nostra mente e se facciamo un ulteriore passo in avanti, noi in quel preciso momento abbiamo agito in quella determinata maniera perché pensavamo fosse giusto così. Probabilmente eravamo soggetti a un calo di attenzione o forse no, forse eravamo semplicemente consapevoli di agire in quel determinato modo ed eravamo contenti e in pace con il nostro cuore nell’aver agito così. Quindi, qual è il problema? Noi abbiamo agito generando una conseguenza che è un nuovo scenario di vita, una esperienza, non un errore. “Ogni azione genera una conseguenza” e  “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Uguale e contraria! Quindi sullo stesso piano! L’una non esclude ne preclude l’altra. Già la fisica prevede l’esistenza di una reazione contraria a un’azione. Soffermarsi su quanto il risultato si discosta da ciò che desideravamo non fa altro che rallentarci e fermarci a un punto morto. Continuare ad autocolpevolizzarsi dicendo: “Sono stata una cretina, perchè ho agito così? Perchè? Perchè sempre a me e sempre io” non porta da nessuna parte. Proviamo invece a sostituire la parola “errore” con “esperienza”. Automaticamente già in questo istante le vedute nella nostra mente si ampliano! L’esperienza porta apertura, l’errore soltanto a una chiusura. Le cose vanno esattamente come devono andare e più alleniamo la nostra mente e il nostro cuore ad andare in questa direzione più saremo aperte a cogliere quelle piccole e grandi inaspettate sfumature del “fuori programma”. Molto spesso accade che le più grandi fortune e vittorie vengono generate proprio da eventi “negativi” quindi proviamo a non giudicare quelle apparenti realtà. Andiamo oltre. Pensiamo alla scuola: gli errori derivano dall’espressione di un giudizio. Al posto di giudicare alleniamoci ad osservare la realtà. Durante una sessione di yoga viene ripetuta spesso la frase <<semplicemente osserva, osserva il tuo corpo, ascolta il tuo corpo e non richiedere ad esso più di quanto esso in questo momento può dare>>. Ciò vale anche per gli eventi che accadono nella nostra vita.

Non forziamo le situazioni, non buttiamoci giù se qualcosa non è andato come previsto. Succede qualcosa che ci smuove dentro che è dipeso o meno da noi? Ok, va bene così, basta! Oramai è successo, andiamo avanti, ora è già passato…! Fermiamoci un attimo e osserviamo. Le esperienze sono tra i tesori più importanti che la vita ci dona quotidianamente. Le esperienze racchiudono insegnamenti preziosi: da esse abbiamo solo da imparare. Impareremo che agendo in un certo modo genereremo un certo evento e lì, proprio in quel momento abbiamo l’intero mondo e l’intera vita nelle nostre mani! Riconoscere e percepire con il proprio cuore la ricchezza dell’esperienza e il suo valore sono chiave di svolta per andare avanti senza farsi abbattere dalle circostanze, sono la grande opportunità che noi abbiamo per spezzare finalmente le catene infinite del nostro Karma e per ripartire da zero proprio come noi desideriamo…!

Una risposta a “Errori o… Esperienze?!”

  1. Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore.
    (Bertolt Brecht)

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