3 giorni a Marrakech Kids Free

Marrakech day#1

Il primo giorno a Marrakech è stato bellissimo: tante sorprese e mille cose che avrei voluto  comprare!

Ma partiamo dall’inizio.

Volo perfetto con una vicina signora che aveva una voglia inesauribile di condividere i suoi pensieri e di cazziare il marito per la sua scarsa capacità organizzativa. Dopo circa 3h atterriamo e dopo il classico controllo di passaporto (si esatto, per venire qui occorre il passaporto) finalmente si esce. Marrakech! Here we are! I driver dei Riad sono fuori l’aeroporto pronti per condurvi a destinazione e il pagamento solitamente viene regolato direttamente tra loro e il gestore del Riad stesso (in ogni caso è meglio organizzarsi prima dell’arrivo). Così è andata anche per noi. Qualche minuto di attesa e via!

Direzione Riad Casa Sophia gestito dall’amico di un amico di un nostro amico si trova proprio dietro la famosa piazza Jamaa El Fna. Entriamo e l’accoglienza è stata meravigliosa: thè alla menta di benvenuto degustato spaparanzati su uno divanetto basso e chicchierata molto utile con la proprietaria la quale in due minuti ha dato un paio di dritte pazzesche: proposta di gita a Essaoira o sulle montagne con i beduini (che però non faremo per mancanza di tempo, next time yes!), hammam molto spartano (dove lei stessa è solita andare) la cui estetica architettonica non sarà da mille e una notte ma è sicuramente una spa autentica dove la pulizia del corpo viene eseguita come vuole la tradizione, e infine consiglio per il ristorante dove cenare. Ci fidiamo dei suoi suggerimenti e prenotiamo sia per la spa che per la cena. Ah dimenticavo! Il Riad è gestito da una coppia di cui lui è italiano lei marocchina. Il Riad è piccolo ma super accogliente! L’architettura rispecchia le caratteristiche proprie dei riad tradizionali: giardino centrale, tappeti, pouf, tavolini e sgabelli in legno intarsiato, camino, quattro stanze su due piani e due terrazini: il primo è da dove passiamo per entrare nella nostra camera, il secondo ha una vista meravigliosa su tutta Marrakech. Camera molto accogliente con bagno interno piccolo ma funzionale e anch’esso molto carino.

Dopo un momento di relax partiamo alla scoperta di Marrakech.

Senza stressarci troppo con la cartina decidiamo di andare nella piazza principale di Jamaa El Fna e di farci guidare dall’istinto o come si dice: “andare dove ci porta il cuore”. Mille persone intorno, musicisti, suonatori, donne abili nell’arte del henné, carretti colorati che offrono la famosa spremuta di arance. Una donna mi prende per mano, chiacchieriamo e neanche me ne sono accorta che già aveva iniziato a dipingermi sulla mano un “tanta buona fortuna e prosperità”… Ed io che pensavo volesse leggerla…! Il tutto ovviamente a pagamento quindi dopo una contrattazione infinita sul prezzo siamo riusciti a proseguire (il tattoo neanche lo volevo… ho tentato di toglierlo subito ma alla fine è rimasto di un colore meno netto che, se devo essere sincera, non è poi così male!).

In tempo zero ci siamo trovati nel famoso Souk Semmarine e qui è scattata la prima raccomandazione: “Mi raccomando amore, ti conosco e so che potresti comprare l’intero mercato quindi ti consiglio prima di guardare e poi comprare con calma in un secondo momento.” mmm!!!!! Questi uomini! Loro non capiscono cosa significa passare davanti a infiniti negozietti di collane, bracciali, orecchini, specchi, lampade, scatole segrete, scarpe, abiti, saponi, spezie, thé e tisane e dover tenere ferme le mani perché bisogna aspettare domani!!! AAAH! Ma dopo 5 minuti mi rendo conto che ha pienamente ragione. In generale quasi tutti offrono le stesse cose ma se ci si addentra nei vicoletti più loschi e si entra in quei negozietti a cui non daresti neanche due lire si possono trovare delle cose davvero interessanti. Come ho accennato in precedenza qui bisogna CONTRATTARE. Se loro dicono 100 tu offri 20, come in Cina anche qui vale la regola di dividere il prezzo almeno per 4. In queste dinamiche di negoziazione ovviamente sono una pippa ma mi piace prenderla in allegria, mettermi in gioco e sfidare i miei limiti. Cammina cammina e voilà! Eccoci nel Souk Des Babouche! Avete capito bene: il souk delle scarpe. Muoio.

Guardavo prima a destra poi a sinistra, la testa sembrava una pallina da ping pong, un continuo voltarsi, guardarsi intorno, scarpe, scarpe, scarpe e ancora scarpe! Scarpe ovunque! Sembravo una bambina alla vista di un unicorno! Scarpe di tutti i tipi e di tutti i colori, lisce, lavorate, flat, con un micro tacco, a punta, tonde, più spartane, più eleganti. Proseguiamo ancora un po’ e a un certo punto sentiamo un odore molto forte di pellame provenire da un vicoletto piuttosto buio. Con grande spirito di avventura e un naso da segugio entriamo e girato l’angolo troviamo una bottega dopo l’altra che vendono solo ed esclusivamente articoli in pelle: borse, zaini, valige, giacche, soprabiti, gilet, pouf, cinture, cappelli. Wow! Ho adocchiato un gilet da far invidia a Indiana Jones! Ci penso con calma e domani decido.

Quando si sta bene il tempo vola e senza neanche rendercene conto è arrivata l’ora della cena. Next Stop: Restaurant Dar Essalam. Già l’ingresso è da togliere il fiato ma una volta entrati sembra proprio di entrare nel palazzo reale della principessa Jasmin nella favola di Aladino… Pareti, colonne, pavimenti e una fontana stupenda all’ingresso tutto rigorosamente in mosaico. Cromature bianche, turchesi, dorate, rosse. Due sale di cui la nostra molto grande con al centro un lampadario in cristallo bellissimo, petali di rose, candele, divanetti, cuscini, tavoli bassi e un piccolo spazio riservato ai musicisti. Già! La serata è accompagnata da note di musica araba suonata dal vivo e danza del ventre. Cibo ottimo: tante proposte sia di carne e pesce che di verdure con la possibilità di optare per due menù di degustazione da terminare con dolci sopraffini. Noi abbiamo scelto il tajin di carne con mandorle e uva passa per lui e tajin di carne con miele cannella e prugne per me il tutto accompagnato da un buonissimo couscous alle verdure (il tajin è una sorta di spezzatino di carne). Oltre alle solite bibite si può decidere se pasteggiare con del thé alla menta oppure condersi una buona boccia di vino locale (questo ristorante è uno dei pochi  ad avere la licenza per la somministrazione di alcolici). La serata è stata super divertente, sia le danzatrici del ventre che i musicisti sanno essere molto coinvolgenti e il resto del personale cordiale. La stanchezza ha cominciato a farsi sentire quindi con molta calma e tranquillità siamo andati verso il riad pronti per ricaricare le forze e le energie per il giorno seguente.