Anita Garibaldi

La prima Eroina di cui vi parlerò in questo articolo è Anita Garibaldi!
Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, soprannominata da Garibaldi con il nome di Anita, viene alla luce nel 1821 in Brasile e morirà giovanissima a soli 28 anni in Italia. Per questo motivo è conosciuta come l’Eroina dei due mondi…!  La sua famiglia d’origine è molto umile: il padre è un mandriano mentre la madre fa la mamma a tempo pieno dedicandosi alla famiglia composta da altri 5 bambini (3 maschi e 3 femmine). Purtroppo a causa del tifo Anita rimane orfana di padre all’età di 13 anni e molto presto la lasceranno anche i tre fratellini. Già in tenera età Anita manifesta una grande vicinanza all’ideale di giustizia sociale che spesso la porta ad agire in modo ribelle e ad esprimere le sue opinioni con grande impeto e pathos. Anita se ne frega delle convenzioni sociali per le quali ad esempio la donna dovrebbe stare a casa ad imparare l’arte del cucito, lei semplicemente vive ascoltando se stessa e ciò che il cuore le sussurra di fare. Molto presto impara a nuotare nelle acque di Laguna a Santa Caterina e a cavalcare come una vera e propria amazzone! Talmente se ne frega di ciò che la gente pensa di lei che Anita talvolta si diverte a fare il bagno nuda incurante delle chiacchiere di chi la guarda. Questo suo spirito ribelle e provocatorio la dipingono come una femme fatale dal potere seduttivo; a chi tenta di avvicinarsi e allungare le mani Lei risponde con un calcio dritto dritto sugli zebedei denunciando poi l’accaduto alla gendarmeria. Grazie alla Zio Antonio Anita comincia ad avvicinarsi al mondo della politica dove finalmente può dare libero sfogo ai suoi pensieri e ai suoi ideali da paladina della giustizia! La madre, per cercare di controllarla e soprattutto per tentare di ripulire la sua reputazione, pensa bene di darla in sposa al calzolaio del paese molto più grande di lei a soli 14 anni. Ovviamente Anita si ribella in tutti i modi e non si da per vinta: non appena scoppia la rivolta degli straccioni e il marito si arruola con gli imperialisti lei TAAAC! Scappa in sella al suo fedele destriero e si rifugia a casa di amici. Un bel giorno Anita è in riva al mare con le sue amiche e in lontananza, con un cannocchiale, viene notata da un uomo misterioso proveniente da terre molto lontane. Il suo nome è Giuseppe Garibaldi. Lui rimane totalmente folgorato dalla sua incredibile bellezza: profondi occhi neri, capelli color corvino, carnagione scura, alta, snella, prosperosa e con quel modo di fare sicuro di se. Senza perdere troppo tempo fa calare subito una scialuppa per raggiungere la riva e poterla ammirare da vicino; il fato vuole che la sera stessa i due si incontrano a casa di amici per cena…! E’ amore a prima vista. Si guardano intensamente e vedono la propria vita negli occhi dell’altro, due anime che da sempre si sono cercate e che finalmente dopo tanto tempo si sono ritrovate. “Tu devi essere mia!” dice lui. Anita con questa frase decide che qualsiasi cosa accada lei rimarrà per sempre al suo fianco.
E sarà proprio così: i due grandi rivoluzionari e promotori della giustizia parteciperanno insieme a numerose battaglie e in una in particolare lei cadrà prigioniera. Tentano di farle violenza psicologica dicendole che Giuseppe è morto e le concedono invano di andare a cercare il suo corpo non sapendo però che la fanciulla è un’abile cavallerizza! Approfittando di un momento di distrazione dei guardiani Anita ruba un cavallo e scappia via più veloce della luce! Ovviamente quando si è nella cacca fino al collo le sfighe non smettono mai di arrivare… Anita ad un certo punto si trova a dover attraversare un fiume! Non si da per vinta e INCINTA DI 7 MESI si aggrappa alla coda del cavallo con cui riesce miracolosamente a raggiungere la riva. Stremata dalla fatica si rifugia nella prima fattoria li vicino. Entra e chi trova?! GIUSEPPE!!!! E’ proprio vero che seguendo il nostro cuore è impossibile sbagliare! Dopo pochi giorni nasce il loro piccolino e durante un momento di assenza di Garibaldi lei è nuovamente costretta a scappare!!! Con in braccio il piccolo Menotti sale sul cavallo e comincia a correre velocissima verso il bosco dove si rifugerà per 4 giorni protetta dall’energia della Grande Madre Terra. Non ha nulla con se, neanche una coperta, così l’unica soluzione per scaldare il suo figliolo appena nato è il contatto pelle a pelle. Stringendolo tra le braccia è riuscita a non farlo morire di freddo (e noi che ci facciamo tante menate se i nostri figli sono coperti abbastanza oppure no). Immaginate voi stesse che avete appena partorito, ancora tutte indolenzite, con una creatura tra le braccia che non sapete neanche come tenere a dover scappare in sella a un cavallo e stare 4 giorni e 3 giorni in un bosco da sole, senza cibo e senza nulla con cui coprirsi. Siamo oltre ogni immaginazione. Comunque, finalmente Giuseppe trova la povera Anita completamente esausta nei pressi della foresta. Purtroppo poco dopo si troveranno ad affrontare altre situazioni simili. Nel frattempo altri 3 cuccioli si uniscono alla tribù: Rosita, Teresita e Ricciotti e dato il continuo scompiglio generale sia politico che sociale i due giovani romantici rivoluzionari decidono di partire e tornare nella terra d’origine di lui: l’Italia. A Nizza ad attenderli c’è Nonna Rosa, madre di Giuseppe, che li accoglie con tutto il suo calore mediterraneo. Anche in Italia la situazione politica non è delle migliori e nonostante la malaria e il quinto piccolo in grembo Anita decide di seguire il suo amato a Roma. Anita si veste da uomo, taglia i suoi lunghi capelli neri e in sella al cavallo marcia verso Venezia al fianco di Giuseppe. Durante il tragitto la febbre di Anita sale, è visibilmente debilitata, stanca, senza forze. Gli austriaci intanto avanzano e per proteggere la sua amata fanciulla e per timore di essere catturati, Giuseppe con in braccio Anita decide di rifugiarsi nella fattoria dei Ravaglia a Mandriole nei pressi di Ravenna. Anita è priva di conoscenza e proprio nel momento in cui Giuseppe la corica sul letto per farla riposare sente il suo cuore non battere più. Anita esala il suo ultimo respiro tra le braccia dell’uomo che ha amato di più al mondo con in grembo il frutto del loro amore. Fine.
Che dire! La vita di questa Donna Straordinaria è davvero incredibile. Ok erano altri tempi, ma se penso a quando ero incinta io che al minimo dolore mi dicevano di stare ferma e di riposare, la differenza tra i due modi di vivere una gravidanza è abissale. A parte ciò mi ha colpito molto la sua tenacia e la sicurezza che aveva in se stessa. Una profonda consapevolezza del suo valore e del valore della vita, troppo preziosa per sprecarla rimandendo in attesa di essere salvata. Senza troppi “forse” e “ma” Anita agiva e basta. Non le importava di essere giudicata come una poco di buono perchè nuotava nuda nel mare o come un uomo mancato perchè faceva a botte con i suoi aggressori e prendeva parte alle rivolte come un vero e proprio soldato. La sua bellezza, il suo fascino, il suo magnetismo derivavano dal fatto che lei era proprio fatta così. Nella sua semplicità Anita era una grande donna autentica e sincera. Grazie Anita per il coraggio nell’aver seguito il tuo cuore in ogni occasione!
Sei un grande esempio per molte di noi e per questo ti ricorderemo per sempre!