.D. come Donna .D. come Dea

Questa mattina mentre accompagnavo Pietro all’asilo osservavo le donne intorno a me. E’ incredibile la moltitudine di donne che esiste. Osservandole con attenzione ognuna di loro emana energia unica e particolare. L’aspetto più affascinante è che esse sono in grado di trasmettere la propria anima attraverso un semplice sguardo, il movimento della mano nel spostarsi i capelli, il tono di voce nel rispondere a una chiamata, la reazione allo scontro con un passante.

A un tratto la mente mi riporta nel lontano passato rievocando le antiche Dee greche, ognuna con il suo carattere e la propria storia. Alla fine l’olimpo non era altro che la rappresentazione della società attraverso figure stereotipate ben precise considerate dai comuni mortali come esseri perfetti a cui ispirarsi. Tutt’oggi inconsciamente questi archetipi continuano a vivere nella psiche femminile. Le antiche dee sono sempre immaginate come delle belle donne, forti, determinate e indipendenti ognuna con il proprio posto definito nel mondo. Un aspetto interessante che mostra quanto la società divina sia simile alla nostra è che anche le divinità greche vivevano in un sistema prevalentemente patriarcale il quale prevedeva un Dio dell’olimpo, uno per i mari, un altro per gli inferi e uno per il sole. Già allora le dee si adattavano a una realtà in cui il sesso maschile giocava un ruolo predominante: c’era chi si univa a loro come alleata per pacifica convivenza, chi si ribellava separandosi per vivere la propria vita o chi ancora si chiudeva in se stessa.

Per alcune di loro il legame sentimentale era tutto: dominate dall’attenzione verso i bisogni altrui e dal grande bisogno di sentirsi parte di un progetto a tutti i costi, ciò che le motivava era il senso di gratificazione e appagamento derivante dall’approvazione del proprio uomo, il suo amore e le sue attenzioni. Era, moglie di Zeus e regina dei cieli, personificava il ruolo di compagna fedele dedita al matrimonio. Siccome per lei la fedeltà era l’aspetto chiave del rapporto, di fronte alle continue umiliazioni e tradimenti del marito essa reagiva con grande rabbia e gelosia decidendo però di rimanere sempre al suo fianco diventandone piano piano la vittima. Demetra, la dea dei raccolti è invece l’archetipo della madre. Nutrice, generosa, protettiva, coccolona, paziente, soccorrevole, solida, affidabile, mostra cura e attenzione verso il prossimo. Finché tutto ciò è ricambiato da attenzioni e dimostrazioni di gratitudine per il suo operato va tutto bene. Non appena sente simili mancanze ecco che tende a chiudersi in se stessa reprimendo i propri sentimenti e cominciando a manifestare un comportamento passivo, talvolta aggressivo, che spesso sfocia nella depressione o nella così detta sindrome del nido vuoto.

Esisteva poi un’altra tipologia di dee il cui senso di indipendenza e autosufficienza erano gli aspetti predominanti. Non avevano tutta questa esigenza di innamorarsi e anche quando si legavano sentimentalmente a qualcuno non permettevano che ciò distogliesse la propria attenzione dal raggiungimento degli obiettivi. Ad esempio Atena, la dea della saggezza e dei mestieri era la patrona per eccellenza, aveva grande autorevolezza e una visione lungimirante, per questo motivo spesso veniva scelta come consigliera e alleata fedele di uomini di valore. Atena è l’archetipo della donna razionale che nel bel mezzo delle difficoltà non si fa coinvolgere dalle emozioni, riesce sempre a mantenere il sangue freddo e sa qual’è la strategia migliore da attuare per ottenere ciò che vuole. Questo suo bisogno di vittoria a tutti i costi spesso la porta a una totale mancanza di empatia, affinità e di non curanza portandola ad assumere atteggiamenti intimidatori. Per lei gli unici uomini di valore sono quelli di successo, gli eroi, coloro che sanno agire con decisione e sanno sempre cosa fare; la sensibilità e il saper sognare ad occhi aperti sono fattori da perdente. Estia, dea della casa e del focolare, come Atena manteneva in cuor suo un grande senso di indipendenza cercando però di metterlo a servizio degli altri. Con il suo magnetismo, purezza e completezza si costituisce come figura centrale della vita quotidiana in grado di illuminare ogni luogo solo con la sua presenza. Figura dedita alla meditazione, pacificamente concentrata su ciò che fa, intuitiva e introspettiva. Ha ben chiari quali sono i propri valori e qual è la vera essenza di ogni situazione il che le permette di andare aldilà dell’aspetto superficiale delle cose e di agire con saggezza ispirando fiducia nel prossimo. Infine tra le dee il cui mantra è essere “Straight to the Point” compare Artemide, dea della caccia e della luna. Archetipo di donna indipendente che da buona cacciatrice sa dove mirare e quali sono gli obiettivi intermedi da raggiungere per la conquista della meta finale, non si lascia distrarre da nulla e da nessuno ed è dotata di una buona dose di sana competitività. In generale non è molto propensa al matrimonio e con gli uomini tende a creare un legame di fratellanza. (Segue…)