Il potere limitante delle Aspettative

Quest’ultimo periodo si sta rivelando molto intenso sul piano delle emozioni. Mi capita spesso di pensare a quelle che si definiscono “questioni fondamentali” della vita come la libertà, il vivere fedeli a se stessi, l’agire con saggezza e consapevolezza, il godersi il momento presente e il pensare al qui ed ora. Tutto ciò partendo dalla premessa di non pensare troppo al futuro, viversi attimo dopo attimo e soprattutto di eliminare le aspettative.

Le aspettative hanno sempre avuto un certo peso nella mia Vita finendo per condizionare molto spesso le mie scelte.

Hanno la capacità di agire in modo sottile, non sempre riesci a riconoscerle. Come  camaleonti sanno camuffarsi talmente bene che spesso accade di dimenticare la loro provenienza mentale. Già, perché le aspettative sono frutto della nostra mente. Mente e cuore sono entrambe espressione dell’universo, della vita stessa, ma proprio come Buddha, Dio, Allah, Krishna, la Dea Madre, Ganesha e tanti altri, scelgono espedienti differenti attraverso cui manifestarsi per far si che ognuno possa avanzare nel proprio cammino di ascesa spirituale, anche la nostra mente e il nostro cuore parlano al mondo e a noi attraverso linguaggi differenti. Paradossalmente scegliendo di seguire la mente sembra tutto più facile, ogni cosa segue uno schema ben preciso, ogni cosa ha una sua logica: prima viene questo e poi quello, ora faccio così e dopo cosà. Si capisce bene come queste dinamiche siano terreno fertile per la nascita delle aspettative, è chiaro: pensando razionalmente si sa benissimo cosa viene prima e cosa viene dopo quindi è naturale e scontato aspettarsi il verificarsi di un determinato evento ancor prima della sua manifestazione concreta nel mondo reale. Nel momento in cui questo ciclo salta ecco che si va in tilt: l’aspettativa che avevo non si è verificata e adesso che faccio?

Non so se vi sia mai capitata una situazione del genere, a me si, tante volte, in amore, sul lavoro, nelle amicizie e ogni volta è come se ricevessi uno schiaffo in faccia che di punto in bianco mi riporta con i piedi per terra e mi fa capire, mi fa toccare con mano, l’imprevedibilità della vita.

Procedendo in questo cammino di continua scoperta e conoscenza di me, nonostante mi sforzi a ripetere come un mantra: “elimina le aspettative, elimina le aspettative!” mi accorgo di quanto in realtà sia estremamente difficile. Da un po’ di tempo cerco di far parlare meno la mente tentando di esprimere la mia anima e vitalità attraverso il linguaggio del cuore. A volte questa impresa si rivela piuttosto ardua poichè parlare con il cuore fa si che tu ti spogli delle maschere che tutti i giorni inconsapevolmente indossi per compiacere il giudizio altrui (o le aspettative appunto) al solo fine di essere accettato dalla società o ancor peggio dal tuo stesso piccolo ambiente. Parlare con il cuore mette a nudo le tue emozioni mostrandole senza vergogna al mondo intero. Molto spesso ciò può portare ad essere giudicati come strani, strambi, matti, estremamente sensibili ma io sostengo profondamente che la sensibilità sia una delle qualità più nobili che una persona possa avere e che in fondo: chi di noi non è matto? Chi si può definire veramente sano a questo mondo? Come dice una famosa canzone: è tutto un equilibrio sopra la follia: una sana dose di follia permette di vivere le mille sfumature della vita, riconoscere che tra il bianco e il nero esiste una infinita scala di grigi la cui esistenza è espressione della vita stessa quindi meritevole di essere considerata con dignità. Parlare con il cuore ti porta a vivere le piccole cose della Vita con intensità differente, permette di meravigliarsi, stupirsi e gioire per le cose semplici, apparentemente banali che mentalmente, razionalmente, daremmo per scontato o che probabilmente neanche noteremmo. Parlare con il cuore però non vuol dire vivere su una nuvola rosa estraniati dal mondo: noi siamo parte del mondo e in esso continuiamo a vivere. Sfidandomi nell’agire secondo questo approccio e confrontandomi con chi mi sta intorno mi rendo conto che non tutte le persone scelgono di vivere allo stesso modo e quando ne prendo coscienza questa verità mi spiazza. SBAM! La mazzata! Allora anche agendo di cuore, vuoi o non vuoi, comunque si generano aspettative, l’aspettativa che perlomeno tutti capiscano, condividano e accettino al volo le tue scelte ed opinioni…

Io mi chiedo, se seguiamo il cuore senza pensare e ragionare troppo, perché ci spiazza il non sapere cosa accade dopo? Perchè ci sconvolge il fatto che l’altra persona possa pensarla in maniera differente? Agendo veramente di cuore non dovremmo neanche prendere in considerazione l’ipotesi di uno scenario simile. Forse tutto ciò accade perché appena cavalchiamo l’onda vibrazionale della libertà pura che fa agire guidati dall’istinto e dall’intuito, cominciamo a dare per scontato che questo approccio vale per tutti, non rendendoci conto che così facendo, nel momento esatto in cui diamo per scontato, stiamo dolcemente invitando sul palcoscenico della nostra Vita: la mente.

Detto ciò, penso che dal momento che la mente, come il cuore, fa parte di noi, è impossibile annullare le sue funzionalità, essa esiste e basta, non possiamo farla sparire di punto in bianco o pretendere che essa si auto-annienti. Prima cominciamo a conoscere le sue dinamiche, prima riusciremo a saperla accogliere ed accettare così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti. Forse il segreto per eliminare le aspettative risiede nel tentare di vivere e apprezzare ogni singolo momento ed emozione semplicemente così come sono, per quello che ti possono dare in quel preciso istante, facendo tesoro delle sensazioni sensoriali ed emozionali provate, non dando nulla per scontato, viverle fino in fondo cogliendo ogni singola vibrazione e sfumatura, per se stessi, per l’esperienza, l’insegnamento e il ricordo che possono lasciare alla più bella favola che è la nostra Vita.