Magica Acqua della Vita

Da qualche giorno sto vivendo la così detta “sindrome pre mestruale“. Questo periodo è sempre stato molto intenso per me sia dal punto di vista fisico che emotivo. In adolescenza sentivo molto dolore tanto che l’unica posizione in cui riuscivo a stare era da sdraiata con le ginocchia al petto; dal punto di vista emotivo invece ero soggetta a continui sbalzi d’umore tendenti più alla tristezza e alla maliconia. Crescendo ho notato come questo processo si sia trasformato radicalmente. Negli ultimi anni e sopratutto dopo la gravidanza, la fase pre mestruale è meno forte in termini di dolori fisici ma più intensa interiormente. Per pigrizia non ho mai segnato sul calendario il giorno di arrivo delle mestruazioni ed ora continuo a non farlo per SCELTA. Mi piace ascoltare il mio corpo, sentire la sua voce, capire il suo linguaggio attraverso le mie emozioni e cogliere le sue necessità attraverso me stessa. Sento il flusso del sangue scorrere impetuoso nelle vene in modo, sento il viso assumere la forma sferica della luna, il corpo e il ventre piano piano dilatarsi per accogliere il mistico processo del “lasciare andare il vecchio per accogliere il nuovo”.

Per molti anni e purtroppo ancora oggi il ciclo mestruale viene visto come un tabù, come un qualcosa di cui non si deve parlare, un momento in cui la donna deve fare di tutto per nasconderlo, proteggersi dal suo flusso ed evitarne qualsiasi contatto con gli altri. La donna viene vista solo come una pazza sclerata e lei di conseguenza deve fare in modo di svolgere le normali attività di routine senza alcuna manifestazione di ira o di emotività che possa essere in qualche modo associata al nostro sbalzo ormonale. Così facendo, non ci rendiamo conto della violenza a cui sottoponiamo il nostro corpo e la nostra anima. Non ci rendiamo conto che in questo modo noi stesse andiamo contro la nostra natura di donna. Il ciclo mestruale è un Tabù, non perchè non se ne debba parlare, ma poichè si tratta di un tema sacro. Fin dall’antichità lo sciamanismo, la conoscenza dell’arte guaritrice, veniva praticato dalle donne in gruppo e il loro potere era radicato biologicamente nel ciclo mestruale che da sempre possiede una profonda importanza spirituale. Nelle antiche tribù le donne facevano cerimonie rituali dedicate al flusso mestruale mensile e con l’ocra rossa, simbolo del sangue femminile, dipingevano e coloravano tutto ciò che aveva un significato sacro. In Cile le sciamane auracane della tribù Mapuche praticano tutt’oggi antichi riti lunari di guarigione utilizzando il kultrun un tamburo particolare con raffigurata una mezza luna che rappresenta proprio il ciclo mestruale lunare. I Lama Tibetani si servono del potere del sangue mestruale offrendolo durante le cerimonie in onore della Dea Tara. Per l’antico popolo Maya sono le donne ad aver inventato l’agricoltura e alcune fonti affermano che utilizzavano il loro sangue mestruale come fertilizzante per la terra. La tribù Navaho dei nativi dell’America del Nord celebrano le prime mestruazioni di una ragazza per ben 4 giorni. Alcune pratiche sessuali di yoga venivano e vengono ancora oggi svolte durante il periodo mestruale proprio per attingere direttamente alle vibrazioni salutari del sangue sacro; così come nella tradizione tantrica si narra del piacere irrefrenabile che si prova svolgendo paricolari pratiche sessuali in cui lo scambio delle sostanze magiche dei propri corpi, il sangue mestruale e il seme maschile, danno vita all’incontro primordiale tra Shiva, l’essenza maschile, e Shakti, l’essenza femminile. Da qui deriva la tradizione cristiana di condividere il “corpo” e il “sangue” di Cristo durante il sacramento dell’eucaristia (nome che deriva dalla antica Dea greca Charis, dea della Grazia, da qui sacramento del “grazie“, alla quale in suo onore veniva offerto il sangue mestruale della vita mai nata alla Grande Madre Terra).

E’ un tema sacro poichè il flusso mestruale è decisamente un avvenimento che non accade tutti i giorni e di conseguenza è comprensibile che la donna durante quei giorni abbia una capacità differente nel far fronte alle attività ordinarie. Per una donna è il momento più magico del mese poichè entra in connessione diretta con il cielo, l’acqua e la natura. Esso corrisponde alla fase crescente e calante della luna e al flusso e riflusso delle maree oceaniche, ciò che connette il mondo superiore della parte spirituale al mondo materiale e carnale della terra. Noi viviamo su questa terra e noi siamo parte di essa. Noi siamo l’universo stesso e se lo siamo davvero allora vuol dire che con il nostro corpo siamo in grado di sentire e decifrare i segni provenienti del movimento dei pianeti, del sole e della luna. Tutto è collegato, tutto è interconnesso, e per noi donne il ciclo mestruale ne è la prova.

Nell’antichità, in questo periodo le donne aumentavano le loro facoltà psichiche e visionarie e accedevano al potere tanto da prendere decisioni ed emanare leggi per tutta la tribù. In tutto ciò l’uomo si sentiva profondamente ONORATO di essere al cospetto di una donna e di essere testimone di questo avvenimento sacro che la rendevano così forte, potente e autorevole. Esso la trattava con rispetto cercando di entrare in sintonia con il suo flusso magico e rispettando il suo orologio biologico interiore. Pensate a cosa succederebbe se tutte noi, donne del mondo, rievocassimo nella mente la grande, mistica e naturale funzione del nostro sangue mestruale, il più sacro degli elementi che la natura ha donato a noi. Prenderebbe vita il più potente processo trasformativo di tutti i tempi, si ribalterebbero i sistemi della società, della politica, delle gerarchie, si eliminerebbe il pensare comune, si romperebbero gli schemi cementificati alla base della nostra realtà. La libertà istintuale sepolta nel nostro cuore tornerebbe finalmente ad essere libera così come l’essenza e l’energia femminile primordiale dalla quale siamo state separate per molto molto tempo. La nostra parte oscura, l’ira più profonda verso tutta questa repressione, salirebbe verso la luce così come le gioie e i momenti di eccitazione della vita che non abbiamo vissuto come avremmo voluto solo per la paura di essere giudicate. L’abbattimento di queste catene dipende solo da noi. Noi e solo noi possiamo decidere di attuare questa rivoluzione rivendicando nel nome del nostro amore per la Vita il nostro valore e il nostro posto nel mondo. Tutto ciò comincia prima di tutto dall’accettazione profonda della nostra natura di donna. Quando sentiamo che sta per arrivare il ciclo mestruale diamogli tutto lo spazio di cui ha bisogno, non ostacoliamolo con pensieri negativi reprimendone le sue energie. Questa repressione si ripercuoterà direttamente sulla nostra anima generando angoscia, rabbia, senso di ineguatezza e di inferiorità. Assecondiamo le sue necessità, coccoliamoci, rilassiamoci, rallentiamo i tempi, svegliamoci prima la mattina per prepararci con calma e andare a lavoro con tranquillità, lasciamo perdere le diete, nutriamo il nostro corpo con ciò di cui ha bisogno e con ciò di cui noi abbiamo voglia, idratiamolo e digiuniamo se ne sentiamo il bisogno, stiamo in silenzio, ascoltiamo musica, scriviamo su un diario le nostre emozioni, cantiamo, sogniamo. Tutto ciò vuol dire prendersi cura di se stesse, lasciare andare il passato, lasciare andare quanto è stato accumulato dentro di noi per fare spazio e accogliere il nuovo, rigenerare il nostro organismo per essere continua fonte di vita e sopratutto per prepararci a vivere la più saggia fase della nostra vita in salute e consapevoli di noi stesse.