Make Love not War! E prima di tutto con noi stessi..!

A volte può capitare di avere un diverbio, una discussione o semplicemente detto più terra terra di litigare con il proprio compagno, amico, familiare, collega o chicchessia. Capita perché siamo esseri umani e talvolta è talmente forte la volontà di dare valore al nostro punto di vista che non ci rendiamo conto del tono e delle parole che usiamo. Prima o poi capita a tutti.

Nella realtà perfetta e ideale dovremmo sempre contare fino a 10 prima di parlare e cercare in ogni caso di rispondere in maniera costruttiva e non distruttiva. Ecco è quel “sempre” a rendere questo concetto assolutamente utopico. Almeno per me. Ho capito che per me in generale l’espressione “per sempre” ha valenza molto breve. Sarà per l’infanzia vissuta, le delusioni amorose, perché di natura sono molto incostante, o per il sole nel segno del cancro, l’ascendente in ariete o ancora per la luna nel segno dei pesci. Sarà semplicemente perché sono come sono, una donna che come tutti gli esseri umani reagisce a suo modo a stimoli esterni. Quando ciò accade, dopo essermi presa il mio tempo scatta qualcosa che mi fa riflettere e come in un lampo mi fa vedere l’intera situazione da un altro punto di vista. Il motivo della lite appare all’improvviso banale, importante si, ma non insuperabile, al contrario risolvibile e a volte anche futile al cui sol pensiero mi viene da ridere.

Quello è il momento esatto in cui sento profondamente la parte del cuore scontrarsi a viso aperto con la mente. Di cuore esce spontanea una risata, un abbraccio, una gran voglia di dire: “Dai basta, facciamo pace” o semplicemente con molta serenità sussurrare: “Vada come vada”! Nella mente invece il concetto dei valori e delle “questioni di principio” acquisisce sempre più forza tanto da immobilizzarmi nelle mie posizioni. Ciò che sento dentro di me è una strana presenza pesante, come fosse un macigno, che nonostante il sorriso, l’abbraccio o la risata appena descritta alla fine poi mi lascia comunque quella sensazione di amaro che mi fa dire che in fin dei conti dentro di me la situazione non è poi così risolta, che in fondo io so cosa desidero veramente per la mia vita, cosa sia importante per me in quel momento. E allora li scatta il secondo conflitto: questa entità di peso latente alla fine risiede nel cuore o nella mente? Rientra nella sfera delle questioni di principio o forse è proprio la voce del cuore che grida, urla cercando di scardinare la maschera del sorriso perbenista volendo far sentire la propria voce al mondo intero? Onestamente non so rispondere a questa domanda poichè io per prima me la porgo da più giorni. L’unica cosa che mi viene da dire è che in ogni caso in qualsiasi discussione o litigata è inutile puntarsi il dito contro cercando a tutti i costi un colpevole. Non esistono colpevoli. Esistono solo attori responsabili; ad esistere sono solo ed esclusivamente le responsabilità di entrambi. Se riflettiamo per un istante notiamo come per qualsiasi lite alla fine la responsabilità non è mai solo di una singola persona e avviare questa “analisi” partendo da se stessi è il passo fondamentale verso una risoluzione pacifica e sincera. Riconoscere le proprie responsabilità e avere anche il coraggio di dirle, e se lo si desidera scusarsi, sono tra le cose più difficili che l’essere adulti richiede di fare.

Piuttosto che chiedere scusa e riconoscere le proprie mancanze spesso facciamo finta di niente aspettando che sia l’altra persona a fare il primo passo, o ancora peggio, andiamo avanti cancellando il tutto con una spugna come se niente fosse successo. Non sono nessuno per dettare regole di vita ma penso solo che questo atteggiamento a lungo andare porta alla noia, stufa, e prima o poi farà rimanere soli. In un futuro non molto lontano le persone si stancheranno di essere sempre le prime a mettere l’azione giusta e semplicemente andranno via lasciando tutto il resto indietro, libero a sguazzare da solo nel proprio brodo di presunzione, narcisismo egocentrismo e codardia.

Sappiamo anche però che nella realtà quotidiana non è poi così facile voltare pagina facilmente andando dritti per la propria strada. Tutti abbiamo in ballo sentimenti, emozioni, progetti, promesse.. e allora come  comportarci nella vita di tutti i giorni quando ci aspettiamo cose che poi non arrivano? Di impulso mi viene da dire che prima di tutto dovremmo assolutamente eliminare le aspettative poiché esse ti fottono, illudono proiettando uno scenario che  in realtà non appartiene a te direttamente ma a un’altra persona e di conseguenza la sua natura e e la sua forma dipendono solo e soltanto da essa. Penso che per andare avanti nella vita di tutti i giorni dobbiamo allenarci ad ascoltare il nostro cuore; provare ad allineare sullo stesso asse corpo, mente e cuore e poi agire di conseguenza senza troppi “dovrei fare” o troppi “sarebbe più giusto così”. La vita è una, e ragione o torto, ad un certo punto è ora di finirla, prima di tutto nel raccontarsela. Guardiamoci dritti negli occhi, abbracciamoci, diamoci un grosso bacio e se possiamo facciamo l’amore, prima di tutto con noi stessi. Riconnettiamo noi stessi ai nostri sensi, ai nostri voleri e alle nostre pulsioni. Con grande coraggio e amore verso la nostra vita e la vita dell’altra persona diciamoci le cose come stanno. Più parliamo con cuore aperto e ancora pulsante in mano più la Vita è in grado di regalare finali davvero sorprendenti. Per far si che ciò accada dobbiamo noi per primi togliere i freni e lasciare che tutto fluisca e si trasformi seguendo il naturale ciclo dell’universo. La natura vive perfettamente da migliaia di anni seguendo un preciso ritmo costante e noi, sintonizzando le nostre vibrazioni energetiche su queste mistiche onde, non abbiamo nulla di cui temere poichè ad ogni inverno conseguirà sempre sempre e ancora sempre una primavera.