Virus Intestinale? PRESENTE!

Ore 14 e il telefono squilla, guardo, è il nido. Bene! Tra me e me penso: “Pietro sta male”. Rispondo e proprio come pensavo la maestra dice che Pietro ha un terribile mal di pancia: “Signora, è sicuramente il virus della scorsa settimana, niente di grave!” Grave? Chi ha mai pensato fosse grave? Penso solo che dopo una settimana e dopo aver decimato l’intero nido questo virus maledetto potrebbe anche andare da un’altra parte, no? Comunque, è inutile fare del cinismo tanto oramai questa è la routine che ci accompagna da settembre e che a quanto pare la porteremo con noi fino la fine dell’anno. Entro in aula e Pietro è visibilmente debole, pallido, e con un paio di pantaloni più grandi di lui perché ovviamente ha scagazzato tutti i cambi possibili e immaginabili i quali sono stati rinchiusi ben bene in delle buste con la raccomandazione della maestra di fare molta attenzione ad aprirli poiché potrebbero essere radioattivi!!

Oramai non mi chiedo più il perchè o come si sia potuto ammalare. Con il cambiamento climatico, i repentini sbalzi folli di temperatura, il riscaldamento di casa al massimo e l’aria condizionata a palla siamo tutti esposti allo stesso rischio di essere contagiati dai virus più disparati. Iniziamo subito con il chiarire la differenza tra influenza intestinale e la comune influenza, differenza che prima di consultare la pediatra onestamente non sapevo, o almeno non avevo mai spremuto il mio cervello così tanto da evidenziarne le differenze, per me l’influenza era una soltanto…! Quella che di solito chiamiamo influenza è generata dal virus dell’influenza e provoca principalmente problemi respiratori: il classico naso chiuso, catarro, tosse grassa, mal di gola e malessere in generale; l’influenza intestinale invece è causata da virus intestinali di cui sono state registrate circa 300 varietà solo tra il 2017-2018 i cui sintomi principali sono: diarrea, nausea e/o vomito. Inoltre, come nel nostro caso, il malaticcio potrebbe anche manifestare: febbre, mal di testa, inappetenza, crampi addominali, sensazione di affaticamento, brividi, perdita di peso e sudorazione eccessiva.

Finora siamo sempre riusciti a gestirla da soli senza l’intervento della pediatra poichè non è mai durata per più di 3 giorni con 1-2 scariche al dì e febbre non eccessivamente alta (sino a quest’ultima volta…) ma ci sono casi in cui è meglio rinunciare alle soluzioni fai da te e ricorrere subito a una consultazione medica o pediatrica. Ad esempio quando la febbre sale oltre i 38,5° e fa fatica a scendere, quando vomito e/o diarrea persistono per più di due giorni, quando son presenti tracce di sangue nelle feci e/o vomito, quando si avverte un senso di svenimento o confusione, quando il dolore addominale diventa talmente forte da essere insopportabile o soprattutto quando vi sono evidenti segni di disidratazione come secchezza della bocca, sete eccessiva fuori dal normale, pannolino asciutto dopo 8h, pianto senza lacrime, occhi infossati o ancora, nel caso dei piccoli appena nati, quando la fontanella assume un aspetto concavo.

In ogni caso, a prescindere dalla lista dei “dovremmo e non dovremmo fare” come dico sempre, anche qui ci vuole il famoso “Buon Senso“. Nessuno conosce i nostri figli e il nostro corpo meglio di noi quindi ancora una volta l’Ascolto sincero e il non farsi prendere dal panico sono i punti di partenza.

Di solito quando Pietro Claudio diventa la vittima prescelta del Virus del momento faccio riferimento ai seguenti 10 punti diventati oramai per me un vero e proprio Decalogo•Annienta•Virus:

  1. Fermenti Lattici a bomba: comincio subito con due dosi di Enterogermina al giorno per almeno una settimana (la posologia dipende sia dall’età e peso del piccolo che dalla marca, in ogni caso consultare prima il medico o pediatra). Essendo che il virus intestinale è aimè contagioso è consigliato a tutti coloro che vivono sotto lo stesso tetto di iniziare un ciclo di fermenti lattici per cercare di limitare il più possibile il rischio di generare una vera e propria peste.
  2. Bere tanto: è necessario bere tanta acqua naturale a temperatura ambiente per reintegrare liquidi e sali minerali che tendono a diminuire in seguito a vomito e scariche. Si può anche alternare con tisane di camomilla e/o menta dalla blanda azione sedativa e, solo dopo aver consultato il medico o pediatra, è possibile assumere delle soluzioni di reidratazione orali studiate ad hoc.
  3. Dieta in bianco: in questi casi bisogna affaticare il meno possibile sia stomaco che intestino quindi prediligere riso e pasta (non integrali per evitare di irritare maggiormente l’intestino), patate, pane, cracker a ridotto contenuto sia di sale che di zucchero, pesce e carni bianche cotte a vapore.
  4. Siano benedetti i limoni dall’elevato potere astringente e le banane ricche di potassio e sali minerali. E’ meglio evitare il resto della frutta poichè troppo zuccherina.
  5. Vietatissimi: latte e latticini (per chi desidera in farmacia è possibile acquistare un latte compatibile con la diarrea che personalmente non ho mai provato ma chi l’ha usato si è trovato bene), zuccheri, cioccolato, fritti, sughi e cibi troppo elaborati.
  6. Paracetamolo (Tachipirina o Efferalgan) in caso di febbre +38,5° misurata internamente.
  7. Curare l’igiene intima e lavare molto bene le mani: cambiare il pannolino il prima possibile dopo ogni scarica, fare una pulizia accurata e mettere una crema protettiva sul il sederino per evitare gli arrossamenti dovuti all’acidità delle feci. Al contrario di quanto pensassi, il contagio non avviene quasi mai attraverso la saliva ma attraverso il vomito e le feci perciò, soprattutto in questi casi, è vivamente consigliato lavarsi bene le mani, specie dopo essere andati in bagno.
  8. Non sforzarsi di mangiare: se si ha poco appetito è inutile insistere, l’importante è idratarsi a sufficienza. Ad esempio l’altra sera Pietro Claudio non ha mangiato nulla ma ha bevuto un po’ di camomilla prima di addormentarsi, ieri a pranzo è riuscito a mangiare un pugno di riso in bianco con una patata schiacciata, mezza banana per merenda e una banana intera per cena. Va bene così, si purifica un po’, l’importante è che beva.
  9. Tanto riposo: rimanendo a casa c’è la tendenza a inventarsi qualsiasi cosa pur di distrarli (o distrarci) ma in questi casi meno sforziamo sia la vista che la mente e meglio è. Fare attività a tutti i costi non farà altro che incrementare il senso di affaticamento e a rendere ancora più deboli. L’unica attività senza limiti è: dormire!
  10. Infine la medicina più importante: tante coccole, tanto amore e soprattutto tanta pazienza…! Questi sono momenti molto impegnativi sia dal punto di vista fisico che emotivo e se esiste anche un solo aspetto positivo penso sia quello di avere una vera e propria occasione per inondare il malaticcio (che possiamo anche essere noi stesse…!) con tutto il nostro amore incondizionato. Quest’ultima volta Pietro Claudio ha avuto la febbre per la prima volta a 39° e a vederlo inerme e senza forze mi si è letteralmente stretto il cuore. Quale migliore occasione quindi per dormire insieme abbracciati? Lui che invece ama dormire da solo, libero, senza costrizioni e tassativamente scoperto? Nonostante il momento poco felice ne ho approfittato per spupazzarmelo tutto il giorno ed è stato bellissimo..!

E voi? Quali sono i rimedi a cui ricorrete quando il virus vi fa visita?!